
Dropsa ha installato numerosi sistemi di lubrificazione sulle pellettizzatrici, superando, ad oggi, i 600 impianti. Le macchine pressatrici di pellet originariamente impiegate per realizzare cibo per animali, sono adesso ampiamente utilizzate per la produzione di bio-pellet.
Le moderne segherie raccolgono tutta la segatura prodotta all'interno delle sue fabbriche dopodiché questa viene inviata ad impianti di bioenergia per la pellettizzazione o in alcuni casi per realizzare bio-pellet al suo interno.
Al termine del processo il bio pellet prodotto viene adoperato o come combustibile per il riscaldamento come ad esempio nei paesi scandinavi o come in Irlanda, dove le famiglie ricevono incentivi fiscali per l'utilizzo di biocarburante.
Benefici ottenuti

Una macchina pressatrice di pellet ha dai 2 ai 4 punti di ingrassaggio. Due punti sono i cilindri principali (indicati nella foto 2) estremamente importante per il funzionamento della pressa. Inoltre anche il fusto principale e l'allineatore necessitano di lubrificazione, ma in misura minore.
Solitamente l'uso di grasso ogni ora dipende dalla dimensione della pressa e dal materiale che la attraversa. Le quantità di grasso possono variare dai 10 ai 140 cc all'ora.
Dropsa è in grado di consigliare la quantità di grasso necessaria in base al modello della pressa.
Il sistema progressivo SMX è usato con la pompa pneumatica 234700 con a parte il Vip5 Controller.
Lo stesso sistema è disponibile nella versione ATEX per la pellettizzazione del legno. Attualmente Dropsa è l'unica azienda che offre pompe pneumatiche per fusti da 50 o 200 Kg adatta per la versione in ATEX.
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